Astro-YogaSolstizio d’Estate: il viaggio del Sole e la luce della consapevolezza
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Solstizio d’Estate: il viaggio del Sole e la luce della consapevolezza

Il 21 giugno segna il Solstizio d’Estate, il giorno in cui, nell’emisfero nord, il Sole raggiunge il punto più alto del suo percorso apparente nel cielo. Dal punto di vista astronomico, è il giorno con il maggior numero di ore di luce dell’anno. Dopo questo momento, quasi impercettibilmente, le giornate iniziano ad accorciarsi.

Fin dall’antichità, questo evento è stato osservato con grande attenzione. Dall’antico Egitto a Stonehenge, dalle civiltà andine ai templi dell’India, i solstizi erano considerati momenti speciali nel ciclo dell’anno. Monumenti come Stonehenge in Inghilterra o la Porta del Sole nelle Ande testimoniano come l’umanità abbia sempre riconosciuto in questi passaggi un significato che andava oltre la semplice osservazione del cielo, collegandoli ai ritmi della natura, dell’agricoltura e della vita spirituale.

Dal punto di vista astrologico è interessante osservare come esistano due modi diversi di interpretare questo momento.

Nell’astrologia tropicale, utilizzata in Occidente, il Solstizio d’Estate coincide con l’ingresso del Sole nel segno del Cancro. Lo zodiaco tropicale è infatti basato sul ciclo delle stagioni e prende come riferimento proprio gli equinozi e i solstizi. In questa prospettiva il solstizio rappresenta una delle quattro grandi porte dell’anno, un momento di passaggio che segna il culmine dell’espansione della luce e l’inizio di una graduale fase di interiorizzazione.

Nello Jyotiṣa, l’astrologia vedica, viene invece utilizzato lo zodiaco siderale, basato sulla posizione reale delle costellazioni. A causa della precessione degli equinozi, oggi esiste una differenza di circa ventiquattro gradi tra i due sistemi. Per questo motivo il Sole entrerà nel Cancro siderale soltanto intorno al 16 luglio. È questa data che tradizionalmente segna l’inizio di Dakṣiṇāyana, il viaggio simbolico del Sole verso sud, associato a un movimento dell’energia più orientato all’interiorità, alla riflessione e alla pratica spirituale.

Movimento apparente del Sole

Ed è proprio qui che la figura di Sri Yukteswar Giri diventa particolarmente interessante. Pur essendo un rinomato maestro di Jyotiṣa e utilizzando lo zodiaco siderale per l’astrologia, attribuiva una grande importanza ai solstizi e agli equinozi astronomici effettivi.

Come racconta Paramahansa Yogananda, Sri Yukteswar organizzava ogni anno quattro importanti celebrazioni in corrispondenza dei due solstizi e dei due equinozi. In queste occasioni gli studenti si riunivano nell’ashram per meditare, cantare e condividere momenti di elevazione spirituale.

Sri Yukteswar riteneva che questi punti dell’anno rappresentassero particolari momenti di equilibrio nel rapporto tra la Terra e il Sole. Pur riconoscendo il valore della tradizione siderale, sosteneva che l’effettivo allineamento stagionale avesse una profonda influenza sulla coscienza umana e sulla vita spirituale.

Forse è proprio questo l’insegnamento che possiamo raccogliere oggi: utilizzare il solstizio come un momento di consapevolezza. Un’occasione per fermarsi, osservare il ritmo della natura e ricordare che, così come il Sole raggiunge il suo punto di massima luce prima di iniziare lentamente il cammino opposto, anche ogni fase di espansione della nostra vita può diventare un invito a una maggiore profondità interiore.

Celebriamo il Solstizio insieme: 108 Saluti al Sole

Per celebrare questo passaggio, lunedì 22 giugno il nostro incontro di Yoga sarà dedicato al Sole attraverso il Sūrya Namaskāra, il Saluto al Sole.

Tradizionalmente, in occasione dei solstizi e di altri momenti significativi dell’anno, si pratica una sequenza di 108 Saluti al Sole. Il numero 108 occupa un posto speciale nella tradizione dello Yoga e nella cultura vedica: è il numero dei grani del mālā utilizzato per la meditazione e ricorre in numerosi aspetti della simbologia spirituale indiana.

Anche l’astronomia ci offre una curiosa coincidenza: la distanza media tra la Terra e il Sole è circa 108 volte il diametro del Sole, così come la distanza tra la Terra e la Luna è circa 108 volte il diametro della Luna. Per questo il 108 è spesso considerato un simbolo dell’armonia tra l’essere umano e il cosmo, tra il microcosmo e il macrocosmo.

La pratica sarà accessibile a tutti. Non sarà necessario che ogni partecipante esegua personalmente 108 Saluti al Sole. Al contrario, il gruppo collaborerà affinché il numero complessivo raggiunga simbolicamente quota 108, permettendo a ciascuno di praticare secondo le proprie possibilità, nel rispetto del proprio corpo, del proprio respiro e del proprio ritmo.

L’invito è aperto sia agli allievi abituali sia a chi desidera avvicinarsi per la prima volta allo Yoga. Sarà possibile partecipare anche eseguendo un numero ridotto di sequenze o semplicemente prendendosi alcuni momenti di pausa e osservazione durante la pratica.

Più che una sfida fisica, desideriamo che sia un momento di condivisione, presenza e gratitudine, un’occasione per celebrare insieme la luce del Sole e quella consapevolezza interiore che la tradizione yogica riconosce come la nostra luce più autentica.

Prenotazioni

Se sei socio Triguṇa con un abbonamento attivo, puoi prenotarti direttamente dall’app.

Se desideri partecipare a questa pratica speciale ma non sei ancora socio o non hai un abbonamento attivo, compila il modulo per riservare il tuo posto.

Lunedì 22 giugno dalle 19:00 alle ore 21:00
Contributo:

€15 per i non soci

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Nei prossimi giorni pubblicheremo le nuove date degli incontri dedicati allo Jyotiṣa, l’antica astrologia dell’India, attraverso i quali sarà possibile conoscere e comprendere meglio la propria carta astrologica vedica.

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