BlogPāraśurama, l’avatāra guerriero

Pāraśurama, l’avatāra guerriero

È la quinta incarnazione di Viṣṇu. 

Pāraśurama è considerato l’avatāra guerriero di Vishnu nell’induismo. La sua storia è avvincente e piena di avventure. Si dice che sia nato per eliminare i kshatriya, la casta dei guerrieri, che avevano abusato del loro potere e si erano comportati in modo dispotico. Il nome “Pāraśurama” significa “Rama con l’ascia”.

Secondo la leggenda, il suo padre, Jamadagni, era un saggio e sua madre, Renuka, una donna molto virtuosa. Pāraśurama imparò l’arte del combattimento da Lord Shiva stesso, diventando così un guerriero incredibilmente abile nell’uso dell’ascia, il suo strumento distintivo.

La storia

Quando la dinastia reale, che era eccessivamente orgogliosa a causa delle modalità materiali della passione e dell’ignoranza, divenne adharmica e cessò di occuparsi delle leggi emesse dai brāhmaṇa, Paraśurāma li uccise. Benché la loro offesa non fosse così grave, egli li uccise per diminuire il loro peso nel mondo

Una volta, mentre Kārtavīryārjuna vagava senza meta in una foresta solitaria mentre cacciava, si avvicinò alla residenza di Jamadagni.

Il saggio Jamadagni, che era impegnato in grandi austerità nella foresta, ricevette con grande cortesia il re, insieme ai suoi soldati, ministri e portantini. Egli provvedeva a tutto il necessario per onorare questi ospiti, poiché possedeva una mucca kāmadhenu che era in grado di provvedere a ogni cosa.

 In preda all’euforia del potere materiale, Kārtavīryārjuna incoraggiò i suoi uomini a rubare la kāmadhenu di Jamadagni. Così gli uomini portarono via con la forza la kāmadhenu

Dopo che un re strappò con la forza a suo padre la vacca in grado di realizzare qualsiasi desiderio, Parashurama impugnò l’ascia e andò a cercare vendetta, uccidendo il re e tutti i suoi guerrieri.

Quando tornò a casa, il padre non lo lodò per la sua impresa, anzi, gli disse che aveva fatto male a uccidere per rabbia e rivalsa e lo convinse a compiere un pellegrinaggio per purificarsi.

Quando si fu pentito, Parashurama tornò a casa solo per scoprire che, nel frattempo, suo padre era stato ucciso dalla casta guerriera (gli Kshatriya) per vendicare la morte del re.

Parashurama allora impugnò nuovamente l’ascia e uccise uno a uno tutti gli Kshatriya, sterminandoli uno dopo l’altro e riempiendo interi laghi con il loro sangue.

Terminato quello che considerava il proprio dovere, abbandonò le armi e si dedicò alla meditazione e alla preghiera.

Parashurama

La sua vendetta rappresenta il sentimento di rancore. La rabbia di Pāraśurama rappresenta simbolicamente le passioni che possono rivelarsi molto distruttive. Dopo aver combattuto e riportato la giustizia, Parāśurama si ritiro per cercare pace e armonia.

Parāśurama ha vinto le sue passioni, ha sconfitto il suo risentimento e ha trovato pace dentro di sé.

Parashurama è il primo guerriero ad essere anche un uomo di fede. Quando Rama ruppe l’arco di Śiva, fu proprio Pāraśurama a sfidarlo a tendere anche il supremo arco di Viṣṇu ma, scoprendo di avere a che fare con il settimo avatara del dio cosmico, chiese perdono e gli offrì di tenere l’arco.

Sharanga, l’arco con cui Vishnu vinse una sfida contro Shiva, divenne l’inseparabile arma di Rama, aiutandolo nel suo grande viaggio narrato all’interno del Ramayana, uno dei poemi più amati in India.

Virabhadrasana, postura del guerriero.

Il guerriero, in sanscrito Virabhadrasana, è un āsana da non sottovalutare. Ci fa lavorare sulla forza e mobilità, stabilità e movimento. Ne esistono tre varianti e sono tutte fisicamente e psicologicamente impegnative. A livello fisico allena la forza, la coordinazione e la mobilità. A livello mentale richiede concentrazione e resistenza. Così questo āsana ci insegna a gestire le fluttuazioni della mente, a non lasciarti distrarre dai mille pensieri nella tua testa e a trovare la pace.

 

warrior1-2-3
Parole chiavi su cui meditare 

Giustizia e Controllo.

 

Studio Triguna

Raggiungi l’equilibrio, ritrova te stesso.

Studio Yoga e Pilates Triguna